La primavera è inesorabile e sarà sociale, culturale e solidale

Comuniqué du18 mars 2021.

Dal 4 marzo, primo giorno dell'occupazione del Teatro dell'Odéon, abbiamo la sensazione di un cambiamento di stagione. Dappertutto, nascono gemme sotto il silenzio, la siderazione e la tristezza di quest'ultimo anno. Le nostre occupazioni rinfondono della forza.

 

Ma stiamo attenti.

 

Certo, le scelte del governo sulla chiusura dei luoghi di cultura a vantaggio dei luoghi di commercio è abberrante, ma la miseria che questa crisi ha gererato non si risolverà con la sola riapertura dei luoghi di cultura. Avremo l'illusione di una vita ritrovata, ma questa riapertura deve accompagnarsi di misure sociali necessarie.

 

Il 20 e 21 marzo, come da ormai due settimane, saremo nella lotta e salutiamo tutti quelli che si uniranno. Continueremo fino alla totale soddisfazione delle nostre rivendicazioni.

Gli occupanti non si lasceranno rubare la primavera.

 

Esigiamo : 

 

-il ritiro definitivo della riforma della legge sulla disoccupazione, che farà sprofondare nella povertà i sei milioni di disoccupati iscritti a Pôle Emploi (l’organismo che gestisce le indennità di disoccupazione)

  • una proroga “dell'anno bianco”1, e il suo ampliamento a tutti i lavoratori.trici precari, interinali e stagionali che subiscono gli effetti della crisi e delle politiche padronali, che non hanno ricevuto nessun aiuto da marzo 2020; e un abbassamento della soglia minima delle ore necessarie all'indennità di disoccupazione per i nuovi beneficiari e intermittenti che arrivano alla fine del periodo di indennità.

  • delle misure urgenti per garantire l’accesso a tutti i lavoratori intermittenti, autori e autrici, ai congedi di maternità e per malattia.

  • un finanziamento del settore culturale con un corposo piano di sostegno al lavoro, in accordo con le organizzazioni rappresentative dei lavoratori della cultura.

  • risorse per garantire i diritti sociali - pensione, formazione, medicina del lavoro, ferie pagate etc - le cui casse sono minacciate dalla diminuzione degli stipendi. Per avanzare queste rivendicazioni esigiamo, al più presto, una riunione del CNPS (Consiglio nazionale dei professionisti dello spettacolo) con il primo ministro.

 

E se si cita il poeta, meglio farlo per intero:

 

"La vita dei vecchi sistemi è nata da immense ragnatele medievali... Eppure c'è gente che crede in un cambiamento, che ha praticato il cambiamento, che ha fatto trionfare il cambiamento, che ha fiorito il cambiamento... Caspita!... La primavera è inesorabile!

Traduction Renata

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